VI Domenica di Pasqua

O Dio, che hai promesso di stabilire la tua dimora in quanti ascoltano la tua parola e la mettono in pratica, manda il tuo Spirito, perchè richiami al nostro cuore tutto quello che il Cristo ha fatto e insegnato e ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere.


Commento al Vangelo
Domenica 24 Aprile


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Ogni giorno ore 8:30 Diretta S.Messa dal Santuario di Pompei

Paolo VI sostiene che "gli esercizi di pietà verso la Vergine Maria esprimono chiaramente la nota trinitaria e cristologica, che in essi è intrinseca ed essenziale" (n. 25). Tutte le espressioni di devozione a Maria dovrebbero essere orientate a suo Figlio, cosicché possiamo acquisire una "conoscenza del figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo " (Ef 4,13). Parimenti, la devozione a Maria, nella cui vita terrena lo Spirito Santo è molto presente, ci conduce a una comprensione più profonda del ruolo di quest’ultimo nella storia della salvezza (n.26). Un’ulteriore riflessione teologica sul ruolo dello Spirito Santo nella storia della salvezza e un esame del rapporto fra lo Spirito Santo e la Beata Vergine producono "una riflessione più profonda sulle verità di fede" da cui fluisce "una pietà più intensamente vissuta" (n.27). Paolo VI si rifà all’insegnamento del Vaticano II, e precisamente a quello sul popolo di Dio. La natura ecclesiologica del popolo eletto di Dio conduce all’idea di fraternità sotto l’egida di Maria, nostra Madre. Così anche la sollecitudine materna di Maria ispira l’amore che la Chiesa prova per tutte le persone, in particolare i poveri e i deboli. "La venerazione rivolta alla Beata Vergine rende esplicito il suo intrinseco contenuto ecclesiologico: questo vorrà dire avvalersi di una forza capace di rinnovare salutarmente forme e testi" (n. 28).

Per operare questo rinnovamento, Paolo VI emana quattro direttive: biblica, liturgica, ecumenica e antropologica, e raccomanda che ogni forma di culto cristiano venga permeato da elementi biblici, incluso il materiale devozionale. "Richiede, infatti, che dalla Bibbia prendano termini e ispirazioni le formule di preghiera e le composizioni destinate al canto; ed esige, soprattutto, che il culto della Vergine sia permeato dai grandi temi del messaggio cristiano " (n. 30).

Paolo VI raccomanda che tutte le devozioni mariane si armonizzino con le celebrazioni e le stagioni liturgiche. La devozione non deve mai offuscare il culto o mischiarsi impropriamente con esso. Quando i due elementi restano correttamente distinti, il valore di ognuno di loro emerge con chiarezza (n.31). Paolo VI raccomanda anche che la devozione mariana sia molto sollecita nel promuovere uno spirito ecumenico. Da una parte, poiché la devozione alla Madre del Signore è condivisa da tutti coloro che invocano il Suo Figlio, la pietà mariana è un tema di tutti i cristiani. Dall’altra, bisogna stare attenti a evitare qualsiasi esagerazione, cosicché la natura autentica del carattere ecclesiale di Maria risulti evidente a tutti i cristiani (nn.32-33). Infine, "nel culto della Vergine si devono tenere in attenta considerazione anche le acquisizioni sicure e comprovate delle scienze umane".

E’ necessario ricorrere alla figura di Maria quale esempio per tutti nella sua accettazione della volontà di Dio. Il fiat di Maria trascende il tempo e la cultura. Il peso della devozione mariana non dovrebbe poggiare tanto sui dettagli delle concrete condizioni di vita di Maria, quanto sulla sua capacità di compiere la missione affidatale da Dio per ispirazione dello Spirito Santo (nn.35-36).

..da Lumen Gentium
Sabato 30 aprile, alle ore 10.00, presso la sala Santa Barbara nel chiostro della chiesa di San Domenico di Palermo, si inaugura la mostra “APOSTOLI DI DOMENICO - Santi e Beati dell’Ordine dei Predicatori”, a cura di fr. Sergio Catalano OP.
Si tratta di nove dipinti ad olio su tela di autore ignoto del XIX sec., appartenenti alla collezione del convento San Domenico, che in questa occasione vengono esposti per la prima volta al pubblico e alla critica anche come materiale per la discussione e la ricerca. Insieme con i dipinti viene esposto un prezioso reliquiario in argento del 1768, opera del maestro don Salvatore Mercurio, che custodisce una reliquia di San Domenico.
Obiettivo della mostra, oltre a quello di condividere con il pubblico le opere di cui i frati sono custodi, è di contribuire alla conoscenza della vita e delle virtù di queste donne e uomini, apostoli di Domenico. L’inaugurazione comincerà con la Santa Messa, presieduta da fr. Giovanni Curci OP che nell’omelia parlerà di san Pio V, papa e santo domenicano, nel giorno della cui memoria liturgica si inaugura la mostra.
Alla fine della celebrazione liturgica, fr. Gianni Tisti OP e fr. Antonino Rocca OP parleranno rispettivamente di Santa Caterina da Siena e del Beato Pietro Geremia.
“APOSTOLI DI DOMENICO” è uno degli eventi del ciclo “La Sacra Predicazione”, iniziative culturali promosse dal Convento San Domenico di Palermo in occasione del Giubileo per gli ottocento anni dell’Ordine dei Domenicani.

Maggiori informazioni:
www.domenicani-palermo.it

Nasce a Siena nel rione di Fontebranda (oggi Nobile Contrada dell'Oca) il 25 marzo 1347: è la ventiquattresima figlia delle venticinque creature che Jacopo Benincasa, tintore, e Lapa di Puccio de’ Piacenti hanno messo al mondo. Giovanna è la sorella gemella, ma morirà neonata. La famiglia Benincasa, un patronimico, non ancora un cognome, appartiene alla piccola borghesia. Ha solo sei anni quando le appare Gesù vestito maestosamente, da Sommo Pontefice, con tre corone sul capo ed un manto rosso, accanto al quale stanno san Pietro, san Giovanni e san Paolo. Il Papa si trovava, a quel tempo, ad Avignone e la cristianità era minacciata dai movimenti ereticali. Già a sette anni fece voto di verginità. Preghiere, penitenze e digiuni costellano ormai le sue giornate, dove non c’è più spazio per il gioco. Della precocissima vocazione parla il suo primo biografo, il beato Raimondo da Capua (1330-1399), nella Legeda Maior, confessore di santa Caterina e che divenne superiore generale dell’ordine domenicano; in queste pagine troviamo come la mistica senese abbia intrapreso, fin da bambina, la via della perfezione cristiana: riduce cibo e sonno; abolisce la carne; si nutre di erbe crude, di qualche frutto; utilizza il cilicio... Proprio ai Domenicani la giovanissima Caterina, che aspirava a conquistare anime a Cristo, si rivolse per rispondere alla impellente chiamata. Ma prima di realizzare la sua aspirazione fu necessario combattere contro le forti reticenze dei genitori che la volevano coniugare. Aveva solo 12 anni, eppure reagì con forza: si tagliò i capelli, si coprì il capo con un velo e si serrò in casa. Risolutivo fu poi ciò che un giorno il padre vide: sorprese una colomba aleggiare sulla figlia in preghiera. Nel 1363 vestì l’abito delle «mantellate» (dal mantello nero sull'abito bianco dei Domenicani); una scelta anomala quella del terz’ordine laicale, al quale aderivano soprattutto donne mature o vedove, che continuavano a vivere nel mondo, ma con l’emissione dei voti di obbedienza, povertà e castità. Caterina si avvicinò alle letture sacre pur essendo analfabeta: ricevette dal Signore il dono di saper leggere e imparò anche a scrivere, ma usò comunque e spesso il metodo della dettatura.

A cura di fr. Giovanni Calcara O.P.
Preghiera
Coroncina

Messaggi e discorsi alla società civile

Sabato 23 aprile 2016, alle ore 9.30, presso la Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista” Aula Magna, verrà presentato il volume "Salvatore card. Pappalardo, sul cammino della verità" Messaggi e discorsi alla società civile curato da Maria Saccone (Pitti ed, Palermo 2016). Saranno presenti tra gli altri il Prof. don Francesco Lomanto, Preside della Facoltà Teologica di Sicilia, S.E.R. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo e Gran Cancelliere della Facoltà Teologica di Sicilia, ed il Prof. Leoluca Orlando, Sindaco della Città di Palermo (TDM). E’ stato invitato a partecipare il Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella.

Diretta sulla webtv del santuario dalle ore 9:15

Locandina

Salvatore Card. Pappalardo "Sul cammino della verità"


ALLA SETTIMANA DELLA CULTURA DI MESSINA
Nell’ambito dell’iniziativa “Trinacria Sconosciuta” - 1a Settimana della Cultura, Città metropolitana di Messina si svolgerà sabato 23 aprile alle ore 18 presso il Palacultura: proposizione al piacere della lettura del libro di Nino Giordano “Un cristiano per la città sul monte Giorgio La Pira” a cura dell’Accademia Culturale Zanclea. Intervento di p. Giovanni Calcara o.p. “La Pira: un cristiano, un domenicano missionario del Signore nel mondo”. Seguirà l’inagurazione della mostra fotografica “Giorgio La Pira”, a cura di Giuseppe Ruggeri, presidente della Fraternita Laica Domenicana di Messina.

www.trinacriasconosciuta.it

1216-2016
Ottocento anni di vita e di storia

Lo scorso 7 novembre una solenne celebrazione in tutte le comunità domenicane ha aperto il Giubileo per celebrare nel 2016 l’ottavo centenario dalla conferma dell’Ordine da parte del papa Onorio III. Un giubileo, per il popolo di Israele, era un tempo di gioia e di rinnovamento, «quando ciascuno tra voi ritornerà alla sua proprietà e ciascuno ritornerà alla sua famiglia» (Lv 25,10). La mobilità significa più che spostarsi da un luogo a un altro: come discepoli del Cristo, siamo inviati a predicare il Vangelo. Solo condividendo la vita di Colui che, inviato dal Padre, ci dona lo Spirito, acquistiamo la libertà interiore che ci rende disponibili agli appelli dei nostri fratelli e sorelle (Trogir, 40)

Indulgenze in occasione
dell'Anno Giubilare Domenicano

Ci rallegra la notizia che Sua Santità Papa Francesco ha concesso la possibilità di acquistare l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che partecipano alle celebrazioni giubilari che avranno luogo a livello internazionale o nelle singole Province e a tutti coloro che si recheranno in forma di pellegrinaggio nelle chiese, nei santuari o nelle cappelle della Famiglia Domenicana.
Tutta la Famiglia Domenicana è invitata a far conoscere questa notizia e a ricevere questa indulgenza plenaria che rafforza e incoraggia l’impegno comune di rinnovamento di tutto l’Ordine in questo anno giubilare.
La Penitenzieria Apostolica ha pubblicato il relativo Decreto che copre il periodo che va dal 7 novembre 2015 fino al 21 gennaio 2017.
Sono necessarie le solite condizioni: la confessione, la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa, praticate con l’animo veramente pentito e distaccato da qualsiasi peccato, anche veniale. "L'indulgenza plenaria - precisa il Decreto - e' da lucrarsi solo una volta al giorno, è può essere applicata anche in suffragio delle anime dei fedeli ritenute in Purgatorio". E’ stabilito inoltre che i fedeli, “davanti al Santissimo Sacramento, per un congruo spazio di tempo, si dedichino a pie riflessioni, concludendo con l'Orazione domenicale [Padre nostro], il Simbolo della fede [Credo], la Preghiera giubilare e l'invocazione della B. Vergine Maria del Santissimo Rosario [Regina del Rosario, prega per noi].”
scarica il depliant


Il mio personale augurio e di tutta la comunità del Santuario diocesano di Maria SS. dei Miracoli ai nuovi Vescovi nominati il 27 ottobre da Papa Francesco.
A loro la nostra costante preghiera che affidiamo alla Vergine dei Miracoli; possa Lei ricoprirli con il suo manto guidandoli nella missione pastorale che il Signore ha voluto loro affidare.
Il rettore: sac. Ignazio Carrubba

«Tutto posso in Colui che mi dà la forza»
Don Corrado Lorefice nominato da Papa Francesco vescovo di Palermo.
LA BIOGRAFIA
Il Rev.do Mons. Corrado Lorefice è nato a Ispica (Ragusa) il 12 ottobre 1962. Dopo gli studi basilari nel Seminario, ha ottenuto la Licenza in Teologia Morale nel 1988. È stato ordinato diacono il 26 settembre 1986 e presbitero il 30 dicembre 1987, incardinandosi alla diocesi di Noto. Nel dicembre 2009 ha conseguito il Dottorato in Teologia. Ha svolto i seguenti incarichi pastorali: 1988-1989: Economo del Seminario vescovile; 1989-2008: Vicerettore del Seminario; 1988-2009: Docente di Teologia Morale all'Istituto Superiore di Scienze religiose "G. Blandini" di Noto; 1990-1997: Direttore del centro diocesano per le vocazioni; 1997-2007: Direttore del centro regionale per le vocazioni e Membro del Consiglio del centro nazionale per le vocazioni; 1994-2008: Docente di Teologia Morale all'Istituto Superiore di Scienze religiose "Sant' Agostino" di Acireale; 2005-2012: Direttore della formazione dei Diaconi permanenti; 2008-2010: Direttore dell'Ufficio catechistico diocesano; 2009-2010: Amministratore parrocchiale di "San Pietro Apostolo" di Modica; 2010-2014: Vicario episcopale per il clero; 2010-2013: Docente di Teologia Morale all'Istituto Superiore di Scienze religiose "San Metodio" di Siracusa; dal 2010 ad oggi: Parroco di "San Pietro Apostolo" e Vicario foraneo del Vicariato di Modica; dal 2010 ad oggi: Docente presso lo Studio Teologico "San Paolo" di Catania; dal 2014 ad oggi: Vicario episcopale per la Pastorale.

“Per me è già troppo quello che il Signore mi ha dato”
Mons. Matteo Maria Zuppi nominato da Papa Francesco vescovo di Bologna.
LA BIOGRAFIA
Entrato nel seminario di Palestrina, consegue il baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Si laurea in Lettere e Filosofia all'Università di Roma, con una tesi in Storia del Cristianesimo. Ordinato presbitero nel 1981, da tale anno al 2000 è viceparroco della basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, di cui poi è parroco fino al 2010. Nel 1990 svolge insieme ad Andrea Riccardi, Jaime Gonçalves e Mario Raffaelli il ruolo di mediatore nelle trattative tra il governo del Mozambico (all'epoca controllato dai socialisti del Fronte di Liberazione del Mozambico) e il partito di Resistência Nacional Moçambicana, impegnati sin dal 1975 in una guerra civile. La mediazione condusse il 4 ottobre 1992, dopo 27 mesi di trattative, alla firma degli Accordi di pace di Roma che sancirono la fine delle ostilità[3]. Per questi eventi Zuppi e Riccardi vengono nominati cittadini onorari del Mozambico[4]. In seguito ha continuato ad operare con la cosiddetta "diplomazia parallela" della Comunità di Sant'Egidio. Dal 2005 al 2010 è prefetto della III prefettura di Roma. Rettore della chiesa di Santa Croce alla Lungara (dal 1983), membro del Consiglio presbiterale (dal 1995), nel 2010 è nominato parroco della Chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela e, nel 2011, prefetto della XVII prefettura di Roma. È anche cappellano di Sua Santità (dal 2006) e assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant'Egidio (dal 2000). Il 31 gennaio 2012 è eletto vescovo ausiliare della diocesi di Roma, essendogli stata assegnata la sede titolare vescovile di Villanova.[1] Riceve la consacrazione episcopale il 14 aprile 2012 per l'imposizione delle mani del cardinale Agostino Vallini, coconsacranti l'arcivescovo Giovanni Battista Pichierri e il vescovo Vincenzo Paglia. Mons. Zuppi partecipa al pellegrinaggio dell'Ordine di Malta al Santuario in occasione della Giornata dell'Ammalato nell'abito della festa patronale.


Tutti i giorni
ore 18:30 Recita del Rosario Bibblico
ore 19:00 S. Messa Solenne
Tutte le domeniche
ore 18:30 Esposizione del SS. Sacramento

Venerdì 2 ottobre
ore 19:00 Festa dei S. Angeli Custodi
Si invitano tutte le mamme a vestire di angioletti i loro bambini

Sabato 3 ottobre
ore 18:30 Recita del Rosario Bibblico S. Messa Solenne con Vespro

Domenica 4 ottobre Giorno della Festa
ore 11:30 Recita del Rosario Bibblico
ore 12:00 Suono festoso delle campane Supplica alla Madonna del Rosario
ore 19:00 S.Messa Solenne con la presenza di tutte le realtà del Santuario

Domenica 11 ottobre
Giornata della Responsabilità
"Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perchè è una necessità che mi si impone."

Domenica 18 ottobre
Giornata Missionario Mondiale
"Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli"

Domenica 25 ottobre
Giornata del Ringraziamento
"Ti rendo grazie perchè mi hai risposto, perchè sei stato la mia salvezza"

Sabato 31 ottobre
Conclusione solenne del mese ottobriano




Diretta WEB

Messa Solenne
Processione Maria SS. dei Miracoli


Diretta Web 8 settembre 2015
Celebrazione Eucaristica e Processione
a cura di www.castelloincantato.it

Diretta Web 8 settembre 2015
Celebrazione Eucaristica e Processione
a cura di www.magaze.it

Celebrazione Eucaristica di ringraziamento per i Mussomelesi cittadini del Mondo

Intrattenimento dei Mussomelesi cittadini del Mondo

“Laudato si”: nuova enciclica di Papa Francesco

La nuova enciclica di papa Francesco “Laudato si’”, sta calamitando l’interesse dell’opinione pubblica mondiale ben oltre i confini della chiesa cattolica. questo è una ulteriore conferma di quanto bisogno ci sia nell’uomo di parole autentiche, capaci di scuotere e di far uscire le coscienze da quell’intorpidimento che spesso anestetizza ogni reazione di bene a tante forme di violenza e di mediocrità. “L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Di fatto, il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta”. E’ uno dei passaggi-chiave dell’enciclica, dove papa Francesco fa un parallelo tra ambiente umano e naturale per ricordare – come già aveva fatto il suo predecessore Benedetto XVI – che non può esserci ecologia ambientale senza un’ecologia integrale dell’uomo. Ecco perché rischia di essere riduttiva una lettura dell’enciclica “Laudato si’” in chiave squisitamente ambientalista. Quello del Papa è, infatti, un atto di carità verso l’uomo contemporaneo, portato a grandi slanci, ma che contemporaneamente dimentica se stesso, le sue radici, il suo compito di essere custode del fratello e del creato. (Da Osservatore Romano)

Enciclica Laudato Si

Enciclica in video


Giubileo - L'anno della Misericordia

Il logo e il motto offrono insieme una sintesi felice dell’Anno giubilare. Nel motto Misericordiosi come il Padre (tratto dal Vangelo di Luca, 6,36) si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr. Lc 6,37-38). Il logo – opera del gesuita Padre Marko I. Rupnik – si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Mostra, infatti, il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo, e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire: il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre. La scena si colloca all’interno della mandorla, anch’essa figura cara all’iconografia antica e medioevale che richiama la compresenza delle due nature, divina e umana, in Cristo. I tre ovali concentrici, di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno, suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo fuori dalla notte del peccato e della morte. D’altra parte, la profondità del colore più scuro suggerisce anche l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che tutto perdona. «Il simbolismo più fiorito, scintillante di metafore e di analogie, insinua la Chiesa dovunque affiori un pensiero di Dio sull’umanità da salvare: la Chiesa è nave, la Chiesa è arca, la Chiesa è esercizio, la Chiesa è tempio, la Chiesa è città di Dio; la Chiesa perfino alla luna è paragonata, nelle cui fasi di diminuzione e di crescita si riflette la vicenda alterna della Chiesa che decade e che rimonta, e che mai viene meno, perché fulget Ecclesia non suo sed Christi lumine, splende non di propria luce, ma di quella di Cristo». In una omelia dedicata a sant’Ambrogio il 7 dicembre 1958, quando era arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini ricordava una serie di metafore relative alla Chiesa facendo riferimento anche a quella utilizzata da Hugo Rahner, il patrologo gesuita, fratello id Karl, che in quegli anni approfondiva il rapporto tra il cristianesimo antico e le conoscenze su sole e luna, presi a immagine di Cristo e della Chiesa.. (Da Osservatore Romano)


Angelus del Papa




La voce di Maria

Pubblicato il dodicesimo numero de "La Voce di Maria".











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