V Domenica del tempo Ordinario

Dio di infinita grandezza, che affidi alle nostre labbra impure e alle nostre fragili mani il compito di portare agli uomini l’annunzio del Vangelo, sostienici con il tuo Spirito, perchè la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi, fruttifichi in ogni parte della terra.


Commento al Vangelo
Domenica 7 Febbraio


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Santuario Maria SS. dei Miracoli
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Quando nel 1884 don Bosco venne intervistato da un reporter del Journal de Rome (è il primo santo della storia che sia stato sotto­posto a questa tecnica giornalistica inventata nel 1859 da un americano), gli verranno poste, tra le altre, queste domande:
D Per quale miracolo lei ha potuto fondare tante case in tanti paesi del mondo?
R Ho potuto fare più di quello che speravo, ma il come non lo so neppure io. La Santa Vergine, che sa i bisogni dei nostri tempi, ci aiuta...
D Permetta un’indiscrezione: di miracoli ne ha fatti?
R Io non ho mai pensato ad altro che a fare il mio dovere. Ho pregato e ho confidato nella Madonna...
D Che cosa pensa delle condizioni attuali della Chiesa in Europa, in Italia, e del suo avvenire?
R Io non sono un profeta. Lo siete invece tutti voi giornalisti. Quindi è a voi che bisognerebbe domandare che cosa accadrà. Nessuno, eccetto Dio, conosce l'avvenire. Tuttavia, umanamente parlando, c'è da credere che l'avvenire sia grave. Le mie previsioni sono molto tristi, ma non temo nulla. Dio salverà sempre la sua Chiesa, e la Madonna, che visibilmente protegge il mondo contemporaneo, saprà far sorgere dei redentori.

Fin da piccolo Giovanni Bosco ha fatto un sogno che, perfino durante il sonno gli sembrava «impossibile»: cambiare delle piccole «belve» in figli di Dio; e da allora un impulso interiore lo spinge a dedicarsi alla gioventù abbandonata. Per loro ha voluto ad ogni costo diventare prete, studiando fuori età, sorretto da una memoria prodigiosa, superando umiliazioni e fa­tiche d’ogni genere.
Negli anni di studio ha trovato tempo - per mantenersi o per passione – di fare il pastore, il giocoliere e il saltimbanco, il sarto, il fabbro ferraio, il barista e il pasticciere, il segnapunti al tavolo deI biliardo, il suonatore di organo e di spinetta. Più avanti farà anche lo scrittore e il compositore di canzoni. Ma preoccuparsi degli altri ragazzi privi di pane, di istruzione e di fede, gli sembrava - come egli stesso scrive – « l’unica cosa che do­vessi fare sulla Terra ». E questo « fin da quando avevo cinque anni ».
Ragione, religione, amorevolezza era d trinomio su cui don Bo­sco intendeva fondare la sua opera preventiva.
All'educando bisognava offrire tutto intero lo spazio della vita. Soprattutto - amorevolezza aveva una connotazione particolare. Si può infatti amare molto e combinare poco.
Scriveva in una sua celebre lettera da Roma, nel 1884: «Ma i miei giovani non sono amati abbastanza? Tu sai se io li amo. Tu sai quanto per essi ho sofferto e tollerato nel corso di ben quarant'anni e quanto tollero e soffro anche adesso. Quanti stenti, quante umiliazioni, quante opposizioni, quante persecuzioni per dare ad essi pane, case, maestri, e specialmente per procurare la salute delle loro malattie.
Ho fatto quanto ho saputo e potuto per coloro che formano l'affetto di tutta la mia vita... Che cosa ci vuole ancora dunque?».
E la risposta era: «Che i giovani non solo siano amati ma che essi stessi sappiano di essere amati».

Programma
Giorni 28-30.Gennaio
ore 11:00 S. Messa con le scolaresche

giovedì 28 Istituto Virgilio
venerdì 29 Istituto Hodierna
sabato 30 Istituti Leonardo da Vinci e P.E. Giudici

Domenica 31 gennaio
ore 18:00 Rosario meditato
ore 18:30 Santa Messa solenne con la presenza dell'associazione ADS Don Bosco
La distribuzione dei panini tradizionali saranno offerti dal rag. Tanino Nola.

“Dio cerca adoratori in spirito e verità”. Le Sante Quarant’Ore sono un tempo di grazia. L’esposizione del Santissimo Sacramento, detta Esposizione delle Quarant’ore, ebbe questo nome in memoria del tempo che Gesù stette nel santo sepolcro. Una volta, questa pia pratica era in grado di rivoluzionare le nostre città e contrade perché l’intenzione era quella di condurre i peccatori alla conversione. Come si legge nel Messale Romano (1983) “a partire da questa esigenza invalse l’uso di deporre l’ostia consacrata nascosta in un apposito altare sotto forma di sepolcro”. L’origine di questa devozione che porta il titolo di Oratio quadraginta horarum, è incerta. La prima testimonianza di tale pratica la troviamo tra i Battuti di Zara presso la chiesa di S. Silvestro, già prima del 1214, dove sorse pure la confraternita In Coena Domini delle Quarant’Ore.
“Il Vaticano II nell’Eucharisticum mysterium dettò alcune norme per questa devozione, soprattutto nel senso che l’esposizione deve apparire in rapporto con la Celebrazione Eucaristica che «racchiude in modo più perfetto quella comunione intera alla quale l’esposizione vuole condurre i fedeli»”. Il beato Giovanni Paolo II nella Lettera Dominicae Cenae del Giovedì Santo 1980 afferma: «L’animazione e l’approfondimento del culto eucaristico sono prova di quell’autentico rinnovamento che il Concilio si è posto come fine, e ne sono il punto centrale…La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo Sacramento d’amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andarlo a incontrare nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione!».

Programma
Giorno 3.Gennaio.2015
ore 12:00 Processione e ingresso del SS. Sacramento al santuario
ore 16:00 Ora Santa
ore 18:00 Vespro solenne con Benedizione
Giorno 4.Gennaio.2015
ore 10:00 santa Messa con Esposizione del SS. Sacramento
ore 16:00 Ora Santa
ore 18:00 Vespro solenne con Benedizione
Giorno 5.Gennaio.2015
ore 10:00 santa Messa con Esposizione del SS. Sacramento
ore 16:00 Ora Santa
ore 18:00 Vespro solenne con Benedizione
Giorno 6.Gennaio.2015
ore 10:00 santa Messa con Esposizione del SS. Sacramento

Erano passati solo due anni dal suo ritorno a Rettore del Santuario e nell'agosto del 1985, grazie all'aiuto del promotore P. Andaloro, mons. Giovanni Spinnato ripristina l'antica fraternita Laica di San Domenico (il Terz'Ordine). Utilizzando sia la Regola del Terz'Ordine che gli Statuti propri del laicato domenicano, il 21 dicembre 1985 rifonda anche la congregazione degli edili dedicata a S.Vincenzo Ferreri.
A distanza di trent'anni si legge chiaramente come mons.Spinnato sia stato precursore di quella idea di Famiglia domenicana che vedrà i primi vagiti solo nel Capitolo provinciale domenicano del 1992.
L'idea di Famiglia domenicana al Santuario è ben radicata in quanto tutti si sentono vicini all'Ordine dei predicatori condividendo la stessa missione e ricevendone le stesse grazie.
Festeggiare i trent'anni di rifondazione e di appartenenza al carisma di S.Domenico venerando s.Vincenzo Ferreri non segna solo una commemorazione, ma vuole essere riconferma di un impegno di servizo al Santuario e alla Chiesa locale quali nuovi predicatori del Vangelo attraverso la testimonianza della propria vita.

Programma
Giorno 18.dicembre.2015
ore 18:30 Celebrazione Eucaristica
ore 19:30 Inaugurazione mostra fotografica della Congregazione con foto e video storiche della stessa, nella sala Randazzo presso il chiostro San Domenico
La mostra rimarra’ aperta nei giorni 18/19/20 dicembre dalle ore 10:30 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 20:00.
Giorno 20.dicembre.2015
ore 18:30 Santa Messa con commemorazione dei defunti della Congregazione
ore 19:30 Conferenza con relazione sulla storia della Congregazione San Vincenzo Ferreri, e al termine, la Congregazione intratterra’ i convenuti con un rinfresco nel chiostro San Domenico.

Ordinazione Episcopale di
S.E.R. Mons. Corrado Lorefice
ore 16.00 Piazza Pretoria incontro con le Autorità e la Cittadinanza
ore 17.00 Chiesa Cattedrale Ordinazione Episcopale e inizio del Ministero
Segui l'evento in diretta

1216-2016
Ottocento anni di vita e di storia

Lo scorso 7 novembre una solenne celebrazione in tutte le comunità domenicane ha aperto il Giubileo per celebrare nel 2016 l’ottavo centenario dalla conferma dell’Ordine da parte del papa Onorio III. Un giubileo, per il popolo di Israele, era un tempo di gioia e di rinnovamento, «quando ciascuno tra voi ritornerà alla sua proprietà e ciascuno ritornerà alla sua famiglia» (Lv 25,10). La mobilità significa più che spostarsi da un luogo a un altro: come discepoli del Cristo, siamo inviati a predicare il Vangelo. Solo condividendo la vita di Colui che, inviato dal Padre, ci dona lo Spirito, acquistiamo la libertà interiore che ci rende disponibili agli appelli dei nostri fratelli e sorelle (Trogir, 40)

Indulgenze in occasione
dell'Anno Giubilare Domenicano

Ci rallegra la notizia che Sua Santità Papa Francesco ha concesso la possibilità di acquistare l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che partecipano alle celebrazioni giubilari che avranno luogo a livello internazionale o nelle singole Province e a tutti coloro che si recheranno in forma di pellegrinaggio nelle chiese, nei santuari o nelle cappelle della Famiglia Domenicana.
Tutta la Famiglia Domenicana è invitata a far conoscere questa notizia e a ricevere questa indulgenza plenaria che rafforza e incoraggia l’impegno comune di rinnovamento di tutto l’Ordine in questo anno giubilare.
La Penitenzieria Apostolica ha pubblicato il relativo Decreto che copre il periodo che va dal 7 novembre 2015 fino al 21 gennaio 2017.
Sono necessarie le solite condizioni: la confessione, la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa, praticate con l’animo veramente pentito e distaccato da qualsiasi peccato, anche veniale. "L'indulgenza plenaria - precisa il Decreto - e' da lucrarsi solo una volta al giorno, è può essere applicata anche in suffragio delle anime dei fedeli ritenute in Purgatorio". E’ stabilito inoltre che i fedeli, “davanti al Santissimo Sacramento, per un congruo spazio di tempo, si dedichino a pie riflessioni, concludendo con l'Orazione domenicale [Padre nostro], il Simbolo della fede [Credo], la Preghiera giubilare e l'invocazione della B. Vergine Maria del Santissimo Rosario [Regina del Rosario, prega per noi].”
scarica il depliant


Il mio personale augurio e di tutta la comunità del Santuario diocesano di Maria SS. dei Miracoli ai nuovi Vescovi nominati il 27 ottobre da Papa Francesco.
A loro la nostra costante preghiera che affidiamo alla Vergine dei Miracoli; possa Lei ricoprirli con il suo manto guidandoli nella missione pastorale che il Signore ha voluto loro affidare.
Il rettore: sac. Ignazio Carrubba

«Tutto posso in Colui che mi dà la forza»
Don Corrado Lorefice nominato da Papa Francesco vescovo di Palermo.
LA BIOGRAFIA
Il Rev.do Mons. Corrado Lorefice è nato a Ispica (Ragusa) il 12 ottobre 1962. Dopo gli studi basilari nel Seminario, ha ottenuto la Licenza in Teologia Morale nel 1988. È stato ordinato diacono il 26 settembre 1986 e presbitero il 30 dicembre 1987, incardinandosi alla diocesi di Noto. Nel dicembre 2009 ha conseguito il Dottorato in Teologia. Ha svolto i seguenti incarichi pastorali: 1988-1989: Economo del Seminario vescovile; 1989-2008: Vicerettore del Seminario; 1988-2009: Docente di Teologia Morale all'Istituto Superiore di Scienze religiose "G. Blandini" di Noto; 1990-1997: Direttore del centro diocesano per le vocazioni; 1997-2007: Direttore del centro regionale per le vocazioni e Membro del Consiglio del centro nazionale per le vocazioni; 1994-2008: Docente di Teologia Morale all'Istituto Superiore di Scienze religiose "Sant' Agostino" di Acireale; 2005-2012: Direttore della formazione dei Diaconi permanenti; 2008-2010: Direttore dell'Ufficio catechistico diocesano; 2009-2010: Amministratore parrocchiale di "San Pietro Apostolo" di Modica; 2010-2014: Vicario episcopale per il clero; 2010-2013: Docente di Teologia Morale all'Istituto Superiore di Scienze religiose "San Metodio" di Siracusa; dal 2010 ad oggi: Parroco di "San Pietro Apostolo" e Vicario foraneo del Vicariato di Modica; dal 2010 ad oggi: Docente presso lo Studio Teologico "San Paolo" di Catania; dal 2014 ad oggi: Vicario episcopale per la Pastorale.

“Per me è già troppo quello che il Signore mi ha dato”
Mons. Matteo Maria Zuppi nominato da Papa Francesco vescovo di Bologna.
LA BIOGRAFIA
Entrato nel seminario di Palestrina, consegue il baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Si laurea in Lettere e Filosofia all'Università di Roma, con una tesi in Storia del Cristianesimo. Ordinato presbitero nel 1981, da tale anno al 2000 è viceparroco della basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, di cui poi è parroco fino al 2010. Nel 1990 svolge insieme ad Andrea Riccardi, Jaime Gonçalves e Mario Raffaelli il ruolo di mediatore nelle trattative tra il governo del Mozambico (all'epoca controllato dai socialisti del Fronte di Liberazione del Mozambico) e il partito di Resistência Nacional Moçambicana, impegnati sin dal 1975 in una guerra civile. La mediazione condusse il 4 ottobre 1992, dopo 27 mesi di trattative, alla firma degli Accordi di pace di Roma che sancirono la fine delle ostilità[3]. Per questi eventi Zuppi e Riccardi vengono nominati cittadini onorari del Mozambico[4]. In seguito ha continuato ad operare con la cosiddetta "diplomazia parallela" della Comunità di Sant'Egidio. Dal 2005 al 2010 è prefetto della III prefettura di Roma. Rettore della chiesa di Santa Croce alla Lungara (dal 1983), membro del Consiglio presbiterale (dal 1995), nel 2010 è nominato parroco della Chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela e, nel 2011, prefetto della XVII prefettura di Roma. È anche cappellano di Sua Santità (dal 2006) e assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant'Egidio (dal 2000). Il 31 gennaio 2012 è eletto vescovo ausiliare della diocesi di Roma, essendogli stata assegnata la sede titolare vescovile di Villanova.[1] Riceve la consacrazione episcopale il 14 aprile 2012 per l'imposizione delle mani del cardinale Agostino Vallini, coconsacranti l'arcivescovo Giovanni Battista Pichierri e il vescovo Vincenzo Paglia. Mons. Zuppi partecipa al pellegrinaggio dell'Ordine di Malta al Santuario in occasione della Giornata dell'Ammalato nell'abito della festa patronale.


Tutti i giorni
ore 18:30 Recita del Rosario Bibblico
ore 19:00 S. Messa Solenne
Tutte le domeniche
ore 18:30 Esposizione del SS. Sacramento

Venerdì 2 ottobre
ore 19:00 Festa dei S. Angeli Custodi
Si invitano tutte le mamme a vestire di angioletti i loro bambini

Sabato 3 ottobre
ore 18:30 Recita del Rosario Bibblico S. Messa Solenne con Vespro

Domenica 4 ottobre Giorno della Festa
ore 11:30 Recita del Rosario Bibblico
ore 12:00 Suono festoso delle campane Supplica alla Madonna del Rosario
ore 19:00 S.Messa Solenne con la presenza di tutte le realtà del Santuario

Domenica 11 ottobre
Giornata della Responsabilità
"Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perchè è una necessità che mi si impone."

Domenica 18 ottobre
Giornata Missionario Mondiale
"Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli"

Domenica 25 ottobre
Giornata del Ringraziamento
"Ti rendo grazie perchè mi hai risposto, perchè sei stato la mia salvezza"

Sabato 31 ottobre
Conclusione solenne del mese ottobriano





Diretta Web 8 settembre 2015
Celebrazione Eucaristica e Processione
a cura di www.castelloincantato.it

Diretta Web 8 settembre 2015
Celebrazione Eucaristica e Processione
a cura di www.magaze.it

Celebrazione Eucaristica di ringraziamento per i Mussomelesi cittadini del Mondo

Intrattenimento dei Mussomelesi cittadini del Mondo

“Laudato si”: nuova enciclica di Papa Francesco

La nuova enciclica di papa Francesco “Laudato si’”, sta calamitando l’interesse dell’opinione pubblica mondiale ben oltre i confini della chiesa cattolica. questo è una ulteriore conferma di quanto bisogno ci sia nell’uomo di parole autentiche, capaci di scuotere e di far uscire le coscienze da quell’intorpidimento che spesso anestetizza ogni reazione di bene a tante forme di violenza e di mediocrità. “L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Di fatto, il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta”. E’ uno dei passaggi-chiave dell’enciclica, dove papa Francesco fa un parallelo tra ambiente umano e naturale per ricordare – come già aveva fatto il suo predecessore Benedetto XVI – che non può esserci ecologia ambientale senza un’ecologia integrale dell’uomo. Ecco perché rischia di essere riduttiva una lettura dell’enciclica “Laudato si’” in chiave squisitamente ambientalista. Quello del Papa è, infatti, un atto di carità verso l’uomo contemporaneo, portato a grandi slanci, ma che contemporaneamente dimentica se stesso, le sue radici, il suo compito di essere custode del fratello e del creato. (Da Osservatore Romano)

Enciclica Laudato Si

Enciclica in video


Giubileo - L'anno della Misericordia

Il logo e il motto offrono insieme una sintesi felice dell’Anno giubilare. Nel motto Misericordiosi come il Padre (tratto dal Vangelo di Luca, 6,36) si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr. Lc 6,37-38). Il logo – opera del gesuita Padre Marko I. Rupnik – si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Mostra, infatti, il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo, e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire: il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre. La scena si colloca all’interno della mandorla, anch’essa figura cara all’iconografia antica e medioevale che richiama la compresenza delle due nature, divina e umana, in Cristo. I tre ovali concentrici, di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno, suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo fuori dalla notte del peccato e della morte. D’altra parte, la profondità del colore più scuro suggerisce anche l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che tutto perdona. «Il simbolismo più fiorito, scintillante di metafore e di analogie, insinua la Chiesa dovunque affiori un pensiero di Dio sull’umanità da salvare: la Chiesa è nave, la Chiesa è arca, la Chiesa è esercizio, la Chiesa è tempio, la Chiesa è città di Dio; la Chiesa perfino alla luna è paragonata, nelle cui fasi di diminuzione e di crescita si riflette la vicenda alterna della Chiesa che decade e che rimonta, e che mai viene meno, perché fulget Ecclesia non suo sed Christi lumine, splende non di propria luce, ma di quella di Cristo». In una omelia dedicata a sant’Ambrogio il 7 dicembre 1958, quando era arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini ricordava una serie di metafore relative alla Chiesa facendo riferimento anche a quella utilizzata da Hugo Rahner, il patrologo gesuita, fratello id Karl, che in quegli anni approfondiva il rapporto tra il cristianesimo antico e le conoscenze su sole e luna, presi a immagine di Cristo e della Chiesa.. (Da Osservatore Romano)


Angelus del Papa




La voce di Maria

Pubblicato il dodicesimo numero de "La Voce di Maria".











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